Il “Cavaliere” ed il suo vino

Nel Loschental, nei pressi di St. Paul in Carinzia, nel sud dell’Austria, nasce al Weingut vlg. Ritter una gamma di vini che spazia dal Sauvignon al Chardonnay, dal Pinot Noir ad altre varietà, cui presto si affiancheranno nuove uve biologiche. I vini pluripremiati di Sabine David sono considerati pionieri e rappresentano una visione moderna e coraggiosa per la viticoltura carinziana.

Il vino della Carinzia gode di grande apprezzamento, spesso però più all’estero che in patria. E questo nonostante la regione sia storicamente il più antico territorio vitivinicolo dell’Austria e presenti condizioni climatiche e geologiche di grande interesse. Il Loschental, nella Valle del Lavant, dove si trova St. Paul, è infatti una storica area viticola della Carinzia, nel sud dell’Austria, nonché il più antico territorio vinicolo del Paese.
«Abbiamo condizioni eccellenti per la produzione di vino e diversi produttori di altissimo livello. Eppure, a volte, i carinziani fanno ancora fatica a riconoscere il valore del vino della propria regione», riassume Sabine David in un’intervista. Ingegnere meccanico di formazione, ha iniziato il suo percorso nel mondo del vino come autodidatta nel 2010, coltivando una piccola vigna per hobby. Con l’acquisto, nel 2012, del maso “vulgo Ritter” a St. Paul im Lavanttal, sono state poste le basi per una produzione vinicola professionale. “Ritter”, che in tedesco significa cavaliere, è il nome tradizionale austriaco della tenuta, tramandato storicamente e ancora oggi parte integrante dell’identità del luogo.

Oggi quattro vigneti si estendono su due ettari, caratterizzati da suoli molto diversi tra loro: un dettaglio particolarmente affascinante per gli intenditori. «Ho terreni calcarei, roccia primaria, ma anche fino a due metri di argilla sopra una base carsica», racconta David. Una combinazione piuttosto insolita per la Carinzia. «Trovo estremamente stimolante osservare come i diversi suoli influenzino il carattere dei vini. I vini da suoli calcarei sono generalmente snelli e minerali», spiega, citando la Champagne francese come la più celebre regione calcarea al mondo. «L’argilla è pesante e lo sono anche i vini: più ampi, più strutturati. L’argilla dà potenza, il calcare eleganza e finezza». Gli ospiti possono cogliere direttamente queste differenze degustando tre Chardonnay provenienti da tre diverse parcelle con le rispettive caratteristiche pedologiche. E la differenza, effettivamente, si sente nel bicchiere.

(c) Weingut Vlg. Ritter

Accanto a Sauvignon, Chardonnay, Muskateller, Pinot Noir, Rotburger e Blauburger, in futuro entreranno in produzione anche nuove varietà. Il nuovo vigneto, impiantato solo pochi mesi fa, è coltivato secondo principi biologici, senza l’uso di prodotti chimici per la difesa delle piante. Qui crescono Souvignier Gris, ma soprattutto Satin Noir e Cabernet Cortis, destinati a confluire in un futuro cuvée. Anche la dimensione familiare è centrale: i tre figli, ancora in età da asilo e scuola primaria, aiutano già con entusiasmo tra i filari. Il marito Dominique, invece, ha recentemente iniziato a dedicarsi alla birrificazione artigianale come hobby. Il maso offre inoltre degustazioni in un contesto idilliaco; le birre sono ormai disponibili anche per la vendita. La struttura è infine una location apprezzata per matrimoni, eventi aziendali e feste private.

I vini del Weingut vlg. Ritter sono apprezzati dalla ristorazione e dall’hotellerie austriache, oltre che da numerosi clienti privati, e vengono esportati anche negli Stati Uniti. La produzione annua si aggira intorno alle 10.000 bottiglie. L’etichetta, ormai conosciuta anche oltre i confini regionali, è impreziosita da un’illustrazione firmata da Dominique: il suo tratto artistico e l’aspetto inconfondibile della figura sembrano dare volto e anima al “Ritter”, il cavaliere che dà nome alla tenuta.

Ogni anno i vini conquistano numerose medaglie d’oro e d’argento in concorsi internazionali. Parallelamente, Sabine David ha ampliato la gamma con un prodotto a lungo sottovalutato: il vermouth. «Per molto tempo è stato considerato una bevanda fuori moda, ma oggi è tornato in auge come long drink o aperitivo», spiega. «Noi lo serviamo, ad esempio, con il tonic ed è molto apprezzato. In fondo abbiamo tutto ciò che serve: il vino, il distillato che produciamo noi stessi e le erbe aromatiche del nostro giardino». Grande successo ha riscosso anche il primo spumante della tenuta, Vin de Femme, prodotto in collaborazione con l’enologa e agricoltrice Martina Lippitz.

La scorsa estate Sabine ha gestito, insieme ad altri viticoltori di Klagenfurt, una pop-up enoteca sul lago Klopeiner See: la prima del suo genere, con una selezione esclusivamente di vini carinziani. «Sono arrivati appassionati di vino e professionisti della gastronomia da tutta l’Austria. Molti ci dicevano di aver sentito parlare spesso del vino carinziano, senza però sapere dove trovarlo». Serve tempo, sottolinea la viticoltrice, per costruire una reputazione all’altezza della qualità: più passaparola, un marketing più mirato e una maggiore visibilità. Un percorso che Sabine David affronta insieme ai colleghi, facendo squadra. «Il mio consiglio è semplice: andate direttamente dai viticoltori, assaggiate i vini sul posto e fatevi un’idea concreta del loro potenziale».