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	<title>&quot;The Female Spirits&quot; - STAGES OF TASTE – Magazine</title>
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	<description>Inspiring faces and fresh stories of the culinary world. Founded in Austria.</description>
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		<title>Il &#8220;Cavaliere&#8221; ed il suo vino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Christin Pogoriutschnig]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 21:07:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA["The Female Spirits"]]></category>
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		<category><![CDATA[VINO & CANTINA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel Loschental, nei pressi di St. Paul in Carinzia, nel sud dell’Austria, nasce al Weingut vlg. Ritter una gamma di vini che spazia dal Sauvignon al Chardonnay, dal Pinot Noir ad altre varietà, cui presto si affiancheranno nuove uve biologiche. I vini pluripremiati di Sabine David sono considerati pionieri e rappresentano una visione moderna e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel Loschental, nei pressi di St. Paul in Carinzia, nel sud dell’Austria, nasce al Weingut vlg. Ritter una gamma di vini che spazia dal Sauvignon al Chardonnay, dal Pinot Noir ad altre varietà, cui presto si affiancheranno nuove uve biologiche. I vini pluripremiati di Sabine David sono considerati pionieri e rappresentano una visione moderna e coraggiosa per la viticoltura carinziana.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/2410_k_f_winzerinnen-aufmacher_ritter_david-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1173" srcset="https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/2410_k_f_winzerinnen-aufmacher_ritter_david-1024x683.jpg 1024w, https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/2410_k_f_winzerinnen-aufmacher_ritter_david-300x200.jpg 300w, https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/2410_k_f_winzerinnen-aufmacher_ritter_david-768x512.jpg 768w, https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/2410_k_f_winzerinnen-aufmacher_ritter_david-1536x1024.jpg 1536w, https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/2410_k_f_winzerinnen-aufmacher_ritter_david-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il vino della Carinzia gode di grande apprezzamento, spesso però più all’estero che in patria. E questo nonostante la regione sia storicamente il più antico territorio vitivinicolo dell’Austria e presenti condizioni climatiche e geologiche di grande interesse. Il Loschental, nella Valle del Lavant, dove si trova St. Paul, è infatti una storica area viticola della Carinzia, nel sud dell’Austria, nonché il più antico territorio vinicolo del Paese.<br>«Abbiamo condizioni eccellenti per la produzione di vino e diversi produttori di altissimo livello. Eppure, a volte, i carinziani fanno ancora fatica a riconoscere il valore del vino della propria regione», riassume Sabine David in un’intervista. Ingegnere meccanico di formazione, ha iniziato il suo percorso nel mondo del vino come autodidatta nel 2010, coltivando una piccola vigna per hobby. Con l’acquisto, nel 2012, del maso “vulgo Ritter” a St. Paul im Lavanttal, sono state poste le basi per una produzione vinicola professionale. “Ritter”, che in tedesco significa <em>cavaliere</em>, è il nome tradizionale austriaco della tenuta, tramandato storicamente e ancora oggi parte integrante dell’identità del luogo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi quattro vigneti si estendono su due ettari, caratterizzati da suoli molto diversi tra loro: un dettaglio particolarmente affascinante per gli intenditori. «Ho terreni calcarei, roccia primaria, ma anche fino a due metri di argilla sopra una base carsica», racconta David. Una combinazione piuttosto insolita per la Carinzia. «Trovo estremamente stimolante osservare come i diversi suoli influenzino il carattere dei vini. I vini da suoli calcarei sono generalmente snelli e minerali», spiega, citando la Champagne francese come la più celebre regione calcarea al mondo. «L’argilla è pesante e lo sono anche i vini: più ampi, più strutturati. L’argilla dà potenza, il calcare eleganza e finezza». Gli ospiti possono cogliere direttamente queste differenze degustando tre Chardonnay provenienti da tre diverse parcelle con le rispettive caratteristiche pedologiche. E la differenza, effettivamente, si sente nel bicchiere.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="900" height="675" src="https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/vinery_vlg_ritter_vineyard3.jpg" alt="" class="wp-image-1176" srcset="https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/vinery_vlg_ritter_vineyard3.jpg 900w, https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/vinery_vlg_ritter_vineyard3-300x225.jpg 300w, https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/vinery_vlg_ritter_vineyard3-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">(c) Weingut Vlg. Ritter</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a Sauvignon, Chardonnay, Muskateller, Pinot Noir, Rotburger e Blauburger, in futuro entreranno in produzione anche nuove varietà. Il nuovo vigneto, impiantato solo pochi mesi fa, è coltivato secondo principi biologici, senza l’uso di prodotti chimici per la difesa delle piante. Qui crescono Souvignier Gris, ma soprattutto Satin Noir e Cabernet Cortis, destinati a confluire in un futuro cuvée. Anche la dimensione familiare è centrale: i tre figli, ancora in età da asilo e scuola primaria, aiutano già con entusiasmo tra i filari. Il marito Dominique, invece, ha recentemente iniziato a dedicarsi alla birrificazione artigianale come hobby. Il maso offre inoltre degustazioni in un contesto idilliaco; le birre sono ormai disponibili anche per la vendita. La struttura è infine una location apprezzata per matrimoni, eventi aziendali e feste private.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I vini del Weingut vlg. Ritter sono apprezzati dalla ristorazione e dall’hotellerie austriache, oltre che da numerosi clienti privati, e vengono esportati anche negli Stati Uniti. La produzione annua si aggira intorno alle 10.000 bottiglie. L’etichetta, ormai conosciuta anche oltre i confini regionali, è impreziosita da un’illustrazione firmata da Dominique: il suo tratto artistico e l’aspetto inconfondibile della figura sembrano dare volto e anima al “Ritter”, il cavaliere che dà nome alla tenuta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni anno i vini conquistano numerose medaglie d’oro e d’argento in concorsi internazionali. Parallelamente, Sabine David ha ampliato la gamma con un prodotto a lungo sottovalutato: il vermouth. «Per molto tempo è stato considerato una bevanda fuori moda, ma oggi è tornato in auge come long drink o aperitivo», spiega. «Noi lo serviamo, ad esempio, con il tonic ed è molto apprezzato. In fondo abbiamo tutto ciò che serve: il vino, il distillato che produciamo noi stessi e le erbe aromatiche del nostro giardino». Grande successo ha riscosso anche il primo spumante della tenuta, <em>Vin de Femme</em>, prodotto in collaborazione con l’enologa e agricoltrice Martina Lippitz.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="390" src="https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-4-1024x390.png" alt="" class="wp-image-1175" srcset="https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-4-1024x390.png 1024w, https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-4-300x114.png 300w, https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-4-768x293.png 768w, https://www.stagesoftaste.com/wp-content/uploads/2025/12/Screenshot-4.png 1173w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La scorsa estate Sabine ha gestito, insieme ad altri viticoltori di Klagenfurt, una pop-up enoteca sul lago Klopeiner See: la prima del suo genere, con una selezione esclusivamente di vini carinziani. «Sono arrivati appassionati di vino e professionisti della gastronomia da tutta l’Austria. Molti ci dicevano di aver sentito parlare spesso del vino carinziano, senza però sapere dove trovarlo». Serve tempo, sottolinea la viticoltrice, per costruire una reputazione all’altezza della qualità: più passaparola, un marketing più mirato e una maggiore visibilità. Un percorso che Sabine David affronta insieme ai colleghi, facendo squadra. «Il mio consiglio è semplice: andate direttamente dai viticoltori, assaggiate i vini sul posto e fatevi un’idea concreta del loro potenziale».</p>



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		<title>Vignaiola per passione: intervista a Karoline Taferner</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Christin Pogoriutschnig]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 12:02:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA["The Female Spirits"]]></category>
		<category><![CDATA[PERSONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cantina Taferner è oggi tra le realtà di punta della regione di Carnuntum, a est di Vienna. Dal 2022, Karoline Taferner è alla guida dell’azienda di famiglia: una giovane enologa che unisce tradizione e innovazione con grande sensibilità. Stages of Taste  l’ha incontrata per parlare di vino, radici e futuro. Karoline, la vostra è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="425" class="elementor elementor-425" data-elementor-post-type="post">
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									<p><span style="font-weight: 400;">La cantina Taferner è oggi tra le realtà di punta della regione di Carnuntum, a est di Vienna. Dal 2022, Karoline Taferner è alla guida dell’azienda di famiglia: una giovane enologa che unisce tradizione e innovazione con grande sensibilità. </span><i><span style="font-weight: 400;">Stages of Taste </span></i><span style="font-weight: 400;"> l’ha incontrata per parlare di vino, radici e futuro.</span></p>								</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-5a5ae0df elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="5a5ae0df" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
					<h4 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Karoline, la vostra è un’azienda familiare a tutti gli effetti. Cosa rende unica la vostra cantina?</h4>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-4c913fcf elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="4c913fcf" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p><span style="font-weight: 400;">Karoline Taferner: Le prime bottiglie con la nostra etichetta risalgono solo al 1988, quindi la nostra storia è relativamente giovane. Da generazioni la nostra famiglia coltivava un piccolo vigneto, ma l’uva veniva vinificata solo per consumo personale. Quando ero bambina, avevamo ancora animali in fattoria – maiali, mucche, conigli, galline – e coltivavamo anche barbabietole da zucchero, grano e patate. Dal 2000, invece, ci dedichiamo esclusivamente alla viticoltura: i campi sono stati dati in affitto e gli animali venduti.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Da che ho memoria, la mia vita è legata alla natura e alla famiglia. Tre generazioni vivono e lavorano ancora oggi insieme, ogni giorno. Fin da piccola ho partecipato alla vendemmia, all’imbottigliamento, all’etichettatura, e davo una mano anche nel nostro </span><i><span style="font-weight: 400;">Heurigen</span></i><span style="font-weight: 400;"> (l’osteria tipica austriaca), che oggi è gestita da altri. Ci facevano salire sul trattore, annusare il mosto e ogni giorno si beveva il succo d’uva di casa. Non ricordo quando ho assaggiato il mio primo sorso di vino, ma probabilmente prima di molti altri! (ride)</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Lavoriamo in modo biologico e sostenibile, sia in vigna che in cantina. Crediamo che la qualità nasca in vigneto, non in cantina. Per questo passiamo moltissime ore tra i filari: vinifichiamo solo uve provenienti dai nostri 25 ettari, conosciamo ogni vite e, più tardi, ogni botte.</span></p>								</div>
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					<h4 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Da direttrice dell’azienda, cosa hai cambiato rispetto alle generazioni precedenti? E quanto ha contato la formazione universitaria in enologia?
</h4>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-4da4fafb elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="4da4fafb" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p><span style="font-weight: 400;">Ho iniziato a studiare viticoltura ed enologia all’Università BOKU a Vienna nel 2015. Durante gli studi ho fatto esperienza all’estero: una vendemmia in Nuova Zelanda e due in Australia, dove ero responsabile dei vini rossi in tre diverse cantine. Nel 2017 sono tornata a Carnuntum. Da ottobre 2022 mio padre è in pensione, ma lavora ancora con entusiasmo, così come mio nonno, che ha 88 anni. Il lavoro tra le vigne mantiene giovani!</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Nel 2019 abbiamo iniziato la conversione biologica, e con l’annata 2022 tutti i nostri vini sono certificati BIO. In cantina ho perfezionato alcuni dettagli per valorizzare l’identità dei nostri cru: fermentazioni spontanee per i rossi, controllo attento delle temperature, pressatura con o senza raspi per i bianchi, fermentazione a grappolo intero per i rossi, uso della gravità anziché delle pompe&#8230; Il mio focus è sui vini di territorio, sia bianchi che rossi.</span></p>								</div>
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					<h4 class="elementor-heading-title elementor-size-default">In Austria ci sono sempre più donne che fanno vino. Esiste una rete tra produttrici? E quanto pesa la concorrenza nel settore?</h4>				</div>
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									<p><span style="font-weight: 400;">A Carnuntum ho la fortuna di lavorare con molte donne straordinarie. Siamo in contatto, amiche anche nella vita privata, e ci sosteniamo a vicenda. Però credo che il genere non conti: il vino fatto da una donna non ha un sapore diverso da quello fatto da un uomo. La nuova generazione è molto più aperta su questo.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda la concorrenza, è come in ogni altro settore: c’è sempre un po’ di competizione, ma anche tanta collaborazione. Ci si scambia idee, si impara gli uni dagli altri. Il mondo del vino è vastissimo, i gusti e gli stili sono diversi, così come i canali di vendita. C’è spazio per tutti, se si lavora bene.</span></p>								</div>
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					<h4 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Cosa rende speciale la vostra regione, Carnuntum, e i suoi terreni?</h4>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-2c26e4f0 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="2c26e4f0" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p><span style="font-weight: 400;">Carnuntum è la regione viticola più calda e anche una delle più piccole della Bassa Austria. È conosciuta soprattutto per i rossi – Zweigelt e Blaufränkisch – spesso in blend con varietà internazionali. I terreni calcarei e il clima continentale danno vini dal carattere deciso e elegante.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Il nostro paesaggio collinare è stato modellato dal mare primordiale più di due milioni di anni fa: in altura prevalgono i terreni ghiaiosi e calcarei, mentre intorno al paese di Göttlesbrunn i suoli sono più profondi e argillosi. Con oltre 300 giorni di vento all’anno, il clima – tra continentale e pannonico – garantisce uve sane e maturità perfetta. I nostri terreni trattengono bene l’acqua, perciò non abbiamo mai avuto bisogno di irrigare.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Il nome </span><i><span style="font-weight: 400;">Carnuntum</span></i><span style="font-weight: 400;"> risale all’epoca romana: più di duemila anni fa, i Romani producevano già vino qui. Allora era un importante accampamento militare, più grande di Londra o Parigi all’epoca. Sono stati loro a portare le prime tecniche di viticoltura nella nostra regione.</span></p>								</div>
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					<h4 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Qual è la parte del tuo lavoro che ami di più?</h4>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-5756c999 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="5756c999" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p><span style="font-weight: 400;">Senza dubbio la vendemmia, o meglio, il lavoro in cantina durante la vendemmia. È il periodo più intenso, ma anche il più bello. Nel 2017 ho vissuto tre vendemmie in un solo anno: un sogno! Seguire il vino dal grappolo alla bottiglia, ottimizzando ogni passaggio e portando in bottiglia il meglio del vigneto… è qualcosa di unico.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Ma amo anche il resto dell’anno: lavorare nella natura, osservare i cambiamenti della vigna stagione dopo stagione, degustare i nostri vini e ricevere i commenti dei clienti – sono momenti sempre speciali.</span></p>								</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-645fbafb elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="645fbafb" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
					<h4 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Hai un vino preferito tra quelli che produci? E quali regioni ami di più, oltre all’Austria, quando bevi vino per piacere?</h4>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-4eebb0cb elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="4eebb0cb" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p><span style="font-weight: 400;">Difficile scegliere, sarebbe come chiedere a un genitore qual è il figlio preferito! (ride) Consiglio sempre ai clienti il vino più adatto all’occasione o al piatto, ma per me ognuno dei nostri vini ha qualcosa di unico.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Sono molto curiosa e mi piace lasciarmi sorprendere, sia nei ristoranti – grazie ai sommelier – sia nelle degustazioni alla cieca con amici. Amo i grandi classici: Borgogna, Bordeaux, Piemonte… vini complessi e raffinati, ma anche quelli del Nuovo Mondo, come Oregon, Napa Valley o Tasmania.</span></p>								</div>
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					<h4 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Collaborate anche con la ristorazione austriaca? Ci sono nomi noti tra i vostri clienti?</h4>				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-12e6157c elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="12e6157c" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
									<p><span style="font-weight: 400;">Forniamo il 99% dei ristoranti attraverso i nostri distributori, con una rete di partner che copre tutta l’Austria. Ci sono però alcuni locali storici che serviamo direttamente da decenni, come il </span><i><span style="font-weight: 400;">Schwarzes Kameel</span></i><span style="font-weight: 400;"> o l’</span><i><span style="font-weight: 400;">Haas Haus</span></i><span style="font-weight: 400;"> di Vienna.</span></p>								</div>
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				</div><p>The post <a href="https://www.stagesoftaste.com/it/vignaiola-per-passione-intervista-a-karoline-taferner/">Vignaiola per passione: intervista a Karoline Taferner</a> first appeared on <a href="https://www.stagesoftaste.com">STAGES OF TASTE – Magazine</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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